Guarnizioni in ptfe

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le nostre guarnizioni in ptfe

Le guarnizioni in ptfe energizzate sono elementi di tenuta con diversi profili costituite da un involucro esterno che effettua la tenuta, generalmente ricavato da composti PTFE o altre resine polimeriche e da un elemento energizzante rappresentato da una molla metallica o da un anello in elastomero. Le guarnizioni composite in PTFE per fluidi sono formate da un anello in PTFE modificato e inoltre da un anello OR scelto tra i vari elastomeri. L'anello in PTFE effettua la tenuta dinamica prevalentemente per movimenti rettilinei alternativi. L'anello OR agisce come elemento elastico d'espansione e di tenuta statica.


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il ptfe è un materiale appartenente al gruppo delle olefiniche, il politetrafluoroetilene è ottimo per la realizzazione di componenti meccanici per scorrimento, visto il suo basso coefficiente d'attrito, la sua elevata resistenza al calore, l'ininfiammabilità. Ottimo materiale isolante, con elevata resistenza agli agenti chimici ed ai solventi

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composite PTFE

guarnizioni in ptfe

PTFE Semilavorati

 

La nostra azienda, produttrice di guarnizioni in ptfe ed articoli tecnici, è operante sul mercato nazionale ed europeo da quasi trent' anni, con ottimi risultati. Il nostro lavoro consiste nel soddisfare ogni singola azienda qualunque sia il suo problema di tenuta di calore, liquido o gas, per la produzione o la manutenzione. Oltre a produrre molti dei prodotti standard siamo in grado di fornire i particolari a campione oppure a disegno.

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Il capostipite dei polimeri fluorurati è il politetrafluoroetilene (PTFE), la cui scoperta risale al 6 aprile 1938 ad opera di Roy J. Plunkett, impiegato presso il laboratorio DuPont di Jackson (USA). Fu una scoperta del tutto casuale: Plunkett stava compiendo esperimenti sui refrigeranti fluorurati gassosi della famiglia dei Freon. Un test riguardava un campione di tetrafluoroetilene (TFE, la cui formula chimica è CF2 = CF2 , vale a dire tutti gli atomo di idrogeno dell'etilene sono sostituiti da atomi di fluoro) mantenuto sotto pressione a bassa temperatura. Ci si accorse che il prodotto gassoso aveva dato luogo ad una polimerizzazione spontanea, trasformandosi in una massa solida, bianca e di aspetto ceroso.

Le prime verifiche sulle caratteristiche del nuovo polimero dimostrarono che si era in presenza di un materiale con proprietà alquanto singolari: non veniva praticamente aggredito da alcun reagente chimico, la sua superficie era talmente scivolosa che nessun materiale era in grado di aderirvi, era assolutamente idrofobo. In aggiunta, non degradava se esposto alla luce e possedeva un punto di fusione assai elevato; contrariamente alle resine termoplastiche note, inoltre, il polimero non fluiva con temperatura superiori al punto di fusione. Nacque così il ptfe , commercializzato a partire dagli anni '40 e ancora oggi uno dei polimeri di maggior successo applicativo.

 

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